Trento, il Nido dell'Università festeggia vent'anni tra ricerca scientifica e supporto alle famiglie
L'Università di Trento ha celebrato i vent'anni di attività del proprio Nido aziendale (fondato nel 2006 e trasferito nel 2015 nella sede di via Santa Margherita) con una giornata di studi al Palazzo di Sociologia, momenti festosi e l'inaugurazione di una mostra fotografica itinerante, destinata a rimanere esposta alla Biblioteca universitaria centrale (BUC) fino a dicembre 2026. Durante il convegno scientifico coordinato da Barbara Ongari, responsabile scientifica della struttura, sono stati presentati diversi studi sull'impatto del servizio. La ricerca condotta con la psicologa Francesca Tomasi ha confermato gli effetti positivi sull'adattamento socioaffettivo dei piccoli e sul benessere relazionale degli adulti; l'indagine demografica della professoressa Agnese Vitali ha evidenziato come la flessibilità oraria e la rete del nido abbiano ridotto le penalità di carriera legate alla genitorialità, velocizzando la progressione professionale dei genitori; lo studio del professor Francesco Pavani ha infine mostrato l'efficacia dell'introduzione del programma di comunicazione gestuale Baby Signs nello sviluppo dei bambini preverbali.
Celebrare i vent’anni del nido aziendale dell’Università di Trento significa riconoscere il valore di un servizio che sostiene le famiglie e favorisce la conciliazione tra vita familiare e lavorativa. I nidi aziendali svolgono una funzione importante, perché affiancano al supporto organizzativo per i genitori un fondamentale ruolo educativo, offrendo ai nostri bambini un ambiente in cui crescere, sviluppare le proprie capacità, sperimentare le prime relazioni e compiere le prime esperienze di socialità. Ho avuto modo di visitare la struttura nelle scorse settimane e desidero esprimere, a nome della comunità trentina, apprezzamento all’Università per la lungimiranza dimostrata nel realizzare un servizio che risponde concretamente ai bisogni delle famiglie. È fondamentale che istituzioni e territorio continuino a investire in servizi educativi accessibili e di qualità, capaci di sostenere la genitorialità e contribuire a una società più equa.


