A Storo la cerimonia conclusiva del 62° Pellegrinaggio in Adamello

Oggi, a Storo, il 62° Pellegrinaggio in Adamello ci ha ricordato che gli Alpini non sono soltanto custodi di una storia, ma dei valori più profondi della nostra comunità. Tra queste montagne, dove la Grande Guerra ha lasciato ferite indelebili, la memoria non è un esercizio rivolto al passato. È una responsabilità che ci accompagna ogni giorno, perché ricordare significa scegliere la pace, difendere la libertà e trasmettere alle nuove generazioni il senso autentico del servizio e della solidarietà.
L’edizione dedicata all’Alpino Rodolfo Beretta ci invita a dare un volto umano alla Storia: dietro ogni nome inciso su un monumento c’è una vita, una famiglia, un futuro spezzato. Ricordare lui significa onorare tutti coloro che hanno pagato il prezzo più alto della guerra. Gli Alpini continuano a essere un esempio concreto di impegno per il bene comune. Nel volontariato, nella protezione civile, nelle emergenze e nella vicinanza alle persone dimostrano ogni giorno che il senso del dovere può trasformarsi in servizio verso gli altri.
Come Assessore alla Cultura credo che custodire la memoria significhi anche custodire la nostra identità. La cultura è il filo che unisce passato e futuro, trasformando il ricordo in consapevolezza e il sacrificio in un impegno quotidiano per costruire una società più giusta, unita e solidale. Da queste montagne arriva ancora oggi una lezione semplice e potente: la pace non è mai conquistata una volta per tutte, ma va costruita ogni giorno, insieme. Ed è questo il messaggio più prezioso che gli Alpini continuano a consegnare alle nostre comunità.

