Miniere di Darzo: una festa di comunità inaugura il restauro degli edifici storici e della galleria Santa Barbara

È stato inaugurato il rinnovato sito minerario in località Marìgole, a 1.100 metri di quota, durante la tradizionale Festa in Montagna che ha riunito le comunità di Storo e Darzo. L'intervento di riqualificazione, del valore complessivo di 752 mila euro, è stato sostenuto per il 60% dalla Provincia autonoma di Trento, affiancata dal Comune di Storo, dalla Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella (tramite un bando di crowdfunding), dall'Asuc Darzo e dall'Associazione Miniere Darzo APS. I lavori hanno permesso di ristrutturare e riallestire spazi storici chiave, tra cui le ex officine, la sala compressori, la segheria e la Galleria Santa Barbara, restituendo al territorio una memoria industriale attiva dal 1894 al 2009 per l'estrazione della barite.
Il recupero del sito delle Miniere di Darzo dimostra come la memoria storica possa trasformarsi in un motore di sviluppo culturale e turistico per le nostre valli. La Provincia crede fortemente in questi progetti, che sanno mettere in valore, anche per le future generazioni, le specificità dei territori, inserendoli in una rete museale d’eccellenza. Qui si concretizza un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che innova le pratiche e diffonde il senso di responsabilità di custodire in modo attivo il patrimonio comune. Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza l’instancabile passione delle volontarie e dei volontari dell’Associazione Miniere Darzo. A loro, che da anni difendono con una tenacia straordinaria la memoria del duro lavoro che si svolgeva in questi luoghi, va il grazie più sincero. Un valore aggiunto fondamentale è poi la collaborazione con il Polo Veronesi di Rovereto: l’installazione permanente svelata oggi non è solo uno splendido manufatto di design, ma il simbolo tangibile di un vero passaggio di testimone tra generazioni.
All'evento sono intervenuti anche il direttore del MUSE Massimo Bernardi e il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, i quali hanno concordato sul valore del modello Chiese, un esempio di sviluppo locale dal basso capace di fare rete e generare nuova occupazione culturale e turistica. La giornata è stata completata da visite guidate arricchite dai racconti degli ex minatori, momenti musicali, degustazioni di prodotti tipici e dallo svelamento di un'installazione permanente di design realizzata dagli studenti del Polo Veronesi di Rovereto per ringraziare i donatori del progetto.

