La Quarto Savona Quindici a Trento: il grido di legalità che non si spegne mai
Nel cuore di Trento, in Piazza Dante, oggi il silenzio è più forte di qualunque parola. La teca contenente i resti della Quarto Savona Quindici, il nome in codice della Fiat Croma marrone che il 23 maggio 1992 precedeva l'auto di Giovanni Falcone a Capaci, è arrivata in città per ricordare a tutti noi il peso della scelta e il valore della legalità. Vedere quei resti dal vivo è un'esperienza che toglie il fiato. Non sono solo lamiere contorte da cinquecento chili di tritolo; sono il corpo vivo della memoria di Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Sono la testimonianza di uomini che sapevano di rischiare la vita ogni giorno, ma che non hanno mai fatto un passo indietro.
L'iniziativa, portata avanti con una forza straordinaria da Tina Montinaro, vedova di Antonio, trasforma quella tragedia in un messaggio di speranza e di riscatto. L'auto, che ha percorso migliaia di chilometri in tutta Italia, non si ferma mai per un motivo preciso: far camminare le idee di chi è caduto sulle gambe di chi resta. La presenza della teca davanti al Palazzo della Regione è un richiamo alle istituzioni e ai cittadini, soprattutto ai più giovani, sull'importanza di non abbassare mai la guardia contro la criminalità organizzata. Come è stato sottolineato durante la cerimonia di svelatura, la legalità è una pratica quotidiana fatta di responsabilità, trasparenza e partecipazione.
Invitiamo tutta la cittadinanza, le scuole e le famiglie a passare davanti a questa teca. Fermarsi anche solo per un istante davanti a quel simbolo significa onorare il sacrificio di chi ha creduto in un'Italia più giusta. Il viaggio della Quarto Savona Quindici continua, e oggi Trento è orgogliosa di essere una tappa di questo cammino di libertà.


