Dispersione scolastica e NEET: i dati ci dicono che non possiamo abbassare la guardia

Il 27 febbraio, presso la sede di IPRASE a Rovereto, sono stati presentati i risultati di una ricerca-intervento dedicata alla dispersione scolastica e ai giovani NEET (acronimo inglese per chi non studia, non lavora e non segue percorsi di formazione) nell'area dell'Alto Garda e Ledro. Lo studio, promosso dall'Assessorato all'istruzione con IPRASE e l'Istituto Giuseppe Toniolo, ha coinvolto quasi 1.900 studenti tra i 14 e i 19 anni e 80 giovani tra i 19 e i 24 anni.

Il Trentino parte da una posizione favorevole: siamo già al di sotto dell'obiettivo europeo del 9% sull'abbandono scolastico precoce fissato per il 2030. Ma questo non basta per stare tranquilli. I fenomeni della dispersione e dell'inattività giovanile sono presenti anche da noi, con caratteristiche di complessità che le sole statistiche non riescono a raccontare fino in fondo. Per questo la ricerca ha combinato dati quantitativi e qualitativi: per andare oltre i numeri e capire cosa succede davvero nella vita di questi ragazzi.

Quello che emerge con chiarezza è la necessità di lavorare in modo coordinato tra scuola, formazione professionale, servizi e mondo del lavoro. Non esistono soluzioni semplici, ma esiste la possibilità di intercettare prima le fragilità, di costruire percorsi personalizzati, di non lasciare indietro nessuno nei momenti di transizione, che sono i più delicati, quelli in cui un ragazzo può perdere il filo. È un lavoro che riguarda tutto il sistema, non solo le istituzioni scolastiche. Riguarda i Comuni, le associazioni, le famiglie, chiunque stia vicino ai giovani nel territorio. Questo tipo di ricerca serve proprio a dare a tutti gli strumenti per farlo meglio.